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Il contesto economico attuale sta vivendo dei momenti di grandi dubbi ed incertezze.
Il consumatore, a vari livelli, è sempre più titubante.
Per le aziende manifatturiere una prima ripercussione è la difficoltà ad avere previsioni e quindi programmazioni accurate della produzione.
Diventa necessario abbassare i livelli di scorta per evitare rischi di invenduto sebbene con una richiesta di time to market sempre più corto.
Non solo: il livello competitivo del mercato in quasi tutti i settori impone una grandissima personalizzazione e quindi la capacità di essere flessibili sia nella propria produzione interna che in quella dei fornitori dei materiali.
Questi fattori fanno si che la catena di fornitura sia sempre più tesa e critica.
Diventa perciò fondamentale una corretta gestione della catena di fornitura (supply chain), costruendo un'opportuna strategia e riuscendo ad abbassarne i costi.
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Le logiche organizzative snelle fanno leva sulla catena del valore e sulle politiche di eliminazione degli sprechi. Le architetture che sorreggono le aziende che hanno abbracciato le logiche snelle poggiano quindi sulle fondamenta del minimo dispendio di energie e della miglior efficacia in termini di livello di servizio. Ciò si traduce sovente in una precisa definizione del processo e di flussi di materiali, ma meno spesso in adeguate politiche di supporto delle persone che hanno la responsabilità di "utilizzare" la struttura fisica nel migliore dei modi. Sovente gli ottimi progetti riorganizzativi ed i sofisticati riadattamenti del flusso fisico non portano ai risultati attesi per via delle insufficienti energie dedicate al supporto ed allo sviluppo della componente umana.
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